Cap 64 - Nuove e inquietanti verità.

1° Ches - Waterdeep

Gli eroi tornano a Waterdeep con l’intenzione di parlare con Abelyn Nerovarco. Il tempio è esattamente come lo ricordavano: imponente, solenne e, soprattutto, dotato dell’ormai inevitabile percorso obbligato attraverso il gift shop. Questa volta ne escono con una conchiglia luminescente capace di prevedere il tempo atmosferico, un acquisto di dubbia necessità ma di indiscutibile fascino.
L’atmosfera cambia non appena vengono ricevuti da Abelyn.
La sacerdotessa li stava aspettando e, fin dalle prime parole, diventa chiaro che ciò che ha da raccontare è molto più importante di qualsiasi cosa abbiano scoperto fino a quel momento.
Gli eroi le riferiscono il sogno di Lurina Pioggiadorata: un mare oscuro e tentacolare che si abbatte sulle navi della Costa della Spada trasformando l’oceano in un immenso cimitero di relitti.
Abelyn ascolta con attenzione poi inizia a parlare: spiega che nelle profondità marine esistono entità molto più antiche di Umberlee. Divinità ancestrali che per secoli hanno condiviso alleanze, equilibri e interessi comuni. Negli ultimi tempi, però, i messaggi che giungono da quelle antiche potenze sono cambiati. Sono incoerenti e contraddittori, diversi da tutto ciò che ci si aspetterebbe. E uno di quei nomi è destinato a lasciare gli eroi senza parole: Slarkethel. 
Molti lo chiamano semplicemente l’Abisso, che è la stessa entità che contatta Abelyn e che sembra essere coinvolta negli attacchi alle città della Costa della Spada.
Eppure qualcosa non torna.

Abelyn dice che ci sono incongruenze impossibili da ignorare. Lei assicura che le azioni attribuite a Slarkethel non sono compatibili con ciò che una creatura del suo potere dovrebbe fare. Non ha senso che abbia bisogno di flotte pirata, di eserciti per recuperare artefatti come Conch. Non ha senso che si circondi di seguaci di basso rango o che affidi i propri obiettivi a capitani e corsari.
Se davvero fosse lui il responsabile di tutto, avrebbe già ottenuto ciò che desidera.
Nemmeno il legame con la Società del Kraken sembra più così lineare.
Nemmeno l’arrivo dei mind flayer.
Nemmeno gli eventi che fino a quel momento sembravano collegati da un unico filo.
Persino Vryssal riconosce quel nome. Slarkethel era presente nelle storie della sua infanzia, nelle favole raccontate ai bambini dei villaggi costieri per spaventarli prima di andare a dormire.
Il Kraken degli Abissi.
Una leggenda. O almeno così aveva sempre creduto.
Anche la figura di Tentrix appare improvvisamente diversa. Per quanto potente possa essere, resta un re pirata: qualcuno che non dovrebbe avere alcun legame diretto con una creatura come Slarkethel, ma le contraddizioni non finiscono lì.
Perfino Umberlee, attraverso Abelyn, continua a trasmettere messaggi discordanti. Come se due volontà diverse stessero cercando di imporsi sulla stessa storia.
Abelyn utilizza un’immagine che rimane impressa a tutti: Umberlee e l’Abisso sono sempre stati due facce della stessa medaglia, ma ultimamente, dice, sembra che Slarkethel stia tentando di coniarne una nuova tutta sua.

Infine arriva la rivelazione più immediata e pericolosa: tra due giorni si terrà una riunione segreta di alcuni rappresentanti della Società del Kraken e Abelyn sarà presente. Ammette senza troppi giri di parole di temere per la propria vita. Ha la sensazione che qualcuno possa tradirla, che qualcuno possa decidere di eliminarla prima che riesca a capire cosa stia davvero accadendo.
Per questo chiede il loro aiuto.
I quattro si guardano, poi, grazie alla telepatia, condividono all’istante lo stesso identico pensiero.
"Aspettate un momento... Ma noi lo avevamo capito che questa faceva parte della Società del Kraken?"
No.
Le domande, a quel punto, diventano inevitabilmente più dirette.
Myra e Britz incalzano Abelyn senza lasciarle molto spazio per svicolare, cercando di collegare tutte le informazioni raccolte negli ultimi mesi: l’arrivo dei mind flayer, la Black Armada, l’onda che ha chiamato Vryssal per nome e, soprattutto, la figura sempre più ingombrante di Slarkrethel.
Abelyn riflette a lungo prima di rispondere.
Ammette che, in linea teorica, Slarkrethel possiede un potere mentale tale da poter prendere il controllo di un gruppo di mind flayer. Una cosa del genere rientrerebbe perfettamente nelle sue capacità. Allo stesso tempo, però, esclude categoricamente l’ipotesi opposta.
Quando il discorso si sposta sull’onda incontrata da Vryssal, la sacerdotessa rimane pensierosa. Molti degli elementi descritti sembrano effettivamente compatibili con Slarkrethel: il mare, la pressione mentale, la sensazione di immensità e di potere antico.
Eppure qualcosa continua a non convincerla. C’è una discrepanza. Un dettaglio che non riesce a ignorare: Slarkrethel, per quanto distruttivo e terrificante possa essere, non è solito manifestarsi in quel modo. Interviene direttamente soltanto in rare circostanze e sempre per perseguire uno scopo preciso. Ogni sua azione ha una finalità chiara.
L’episodio raccontato dagli eroi, invece, sembra contenere qualcosa di diverso.
Anche il concetto stesso di culto legato a Slarkrethel è particolare. Non esistono grandi templi dedicati a lui. Non esistono ordini di paladini. Non esistono chierici che ne diffondano apertamente il verbo. Il Kraken degli Abissi è una divinità oscura, lontana, quasi sconosciuta ai più.
I suoi veri seguaci, spiega Abelyn, sono sostanzialmente soltanto i vertici della Società del Kraken.
Per quanto riguarda i mind flayer, non risultano segnalazioni recenti o attività conosciute lungo la Costa della Spada. Tuttavia, Myra ha una teoria e un pensiero da cui non riesce a liberarsi: forse i mind flayer sono davvero coinvolti, forse sono persino collegati a Slarkrethel, ma il punto più inquietante della sua ipotesi è un altro. Da qualche tempo sospetta che qualcosa di ancora più grande possa aver influenzato lo stesso Slarkrethel. Qualcosa di abbastanza potente da alterarne il comportamento e spingerlo verso scelte che non gli appartengono.
Ma non ha prove e anche in questo caso, Abelyn non gliene fornisce, ma anzi, smonta questa sua teoria.


Molte delle domande degli eroi trovano almeno una risposta parziale. Altre, invece, rimangono avvolte nell’ombra, come per esempio le identità degli altri capi della Società del Kraken.
È a quel punto che interviene Vryssal perché lui ora vuole sapere cos’era quella creatura, quell’onda che continuava a chiamarlo? E soprattutto: chi erano i volti che aveva visto al suo interno?
La manifestazione descritta dal mezzelfo ricorda una forma di esternazione del potere divino, una proiezione attraverso la quale una divinità o una forza superiore può manifestare la propria presenza nel mondo, ma questo non risolve il problema, perché tutte le divinità marine conosciute, in un modo o nell’altro, ricadono sotto l’influenza di Umberlee o di Slarkrethel.
L’elemento che più colpisce Abelyn è la sensazione che accompagnava quella presenza: 
Mutamento
La stessa sensazione che sembra accompagnare ogni nuovo sviluppo della vicenda. I messaggi che Myra riceve da Slarkrethel si contraddicono sempre più spesso. Alcune informazioni sembrano escluderne altre. Alcuni comportamenti non coincidono con ciò che ci si aspetterebbe da lui.
Come se qualcosa stesse cambiando. E se fosse proprio quello il mutamento?
Se le contraddizioni, i messaggi discordanti, l’onda, i mind flayer e il comportamento sempre più anomalo di Slarkrethel non fossero eventi separati, ma parti della stessa trasformazione?
Per quanto riguarda la missione, Myra aveva già deciso di accettare ancora prima che Abelyn finisse di formularla. Gli altri tre, invece, apparivano decisamente più cauti.
La proposta della sacerdotessa è semplice: accompagnarla fino a Cloakwood e proteggerla durante il delicato incontro con i rappresentanti della Società del Kraken.
Così salgono a bordo della Lama dell’Oceano, la nave personale di Abelyn, un vascello rapido ed elegante che sembra tagliare le onde con una facilità quasi innaturale.
Il viaggio procede sorprendentemente bene. Solo il rumore delle onde e il vento che accompagna la nave lungo la costa. Fila tutto talmente liscio che, più di una volta, Myra e Vryssal tentano di ritagliarsi qualche momento da soli, cercando un angolo appartato dove poter finalmente stare lontani da occhi indiscreti, ma ogni volta succede qualcosa.
E così il momento sfuma, ogni volta, prima ancora di iniziare davvero.
Alla fine Vryssal si ritrova a fissare l'orizzonte con l'espressione di uno che aveva elaborato un piano semplice, chiaro e perfettamente ragionevole, e che per l'ennesima volta lo vede naufragare miseramente. Un piano che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto avere sviluppi decisamente rossi, ma che, ancora una volta, si conclude nel più candido dei bianchi.

3°Ches - Cloakwood

Una volta giunti nei pressi di Cloakwood, il gruppo decide di raggiungere il luogo dell’incontro passando dalla scogliera, anche grazie alle brillanti intuizioni dello stratega.
Dopo una lunga risalita, a un certo punto, molto più in alto rispetto alla costa, intravedono una sorta di spiazzo: una radura che interrompe il fitto susseguirsi di rocce e vegetazione.
Myra si lega una corda in vita. L’altra estremità viene affidata a Cristona. Poi la warlock lancia Levitation e, nel giro di pochi secondi, si trasforma in un ascensore con relativa musichetta.
Le due raggiungono il bordo superiore della scogliera e riescono finalmente a osservare la radura, poi si immobilizzano perché al centro dello spiazzo, in un’area completamente priva di alberi, come se tutto ciò che si trovava lì fosse stato distrutto o schiacciato, si muove una creatura immensa a cinque teste: Un’idra.


La situazione viene rivalutata molto rapidamente e da cinquanta metri più in basso arriva uno strattonamento deciso della corda e, con grande sollievo generale, Myra e Cristona tornano verso il basso ricongiungendosi ai compagni.
Decidono quindi di seguire un approccio decisamente più tradizionale costeggiando la spiaggia e individuando un sentiero che si inoltra nell’entroterra che, dopo una serie di tornanti, sale gradualmente verso le profondità della foresta.
È evidente che quello sia il percorso corretto per raggiungere il luogo indicato da Abelyn, ma mentre avanzano nel silenzio del bosco, una gigantesca sequoia si anima improvvisamente. I suoi rami si piegano, si contorcono e si lanciano verso di loro con violenza, trasformando un semplice sentiero in un nuovo combattimento.


E mentre le fronde oscurano il cielo sopra le loro teste, una domanda rimane sospesa nell’aria: cosa li aspetta oltre quel gigantesco albero?
La riunione avrà davvero luogo o stanno camminando dritti dentro una trappola?

 








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