Cap 55 - Una breve rissa e tanta birra



26° Alturiak notte – Baldurs' gate 

 

Dentro la Sirena Arrossita li aspetta una faccia fin troppo familiare: Capitan Calloso. Seduto tranquillo come se il mondo fosse un posto giusto, beve e ghigna insieme a un gruppetto di gente poco raccomandabile, di quelli che hanno l’aria di aver già fatto tre risse e di essere pronti per la quarta. Non si fa troppi problemi, non si guarda alle spalle, non sospetta nulla. 

Soprattutto, non sa ancora che anche i suoi vecchi amici della Compagnia del Cervelletto sono appena arrivati a Baldur’s Gate e che, come sempre, quando loro arrivano in una taverna le probabilità che la serata finisca male aumentano considerevolmente. 

Il gruppo prova a organizzarsi. Un piano rapido, essenziale, giusto per evitare che Calloso scappi. C’è un momento di strategia, di sguardi, di “ok stavolta lo prendiamo”. 

Poi Vryssal si stufa, entra nella taverna come se niente fosse, dirigendosi dritto al bancone e salutando tutti come se fosse il cittadino più popolare di Baldur’s Gate. 

Cristona, lo segue appiccicata come una guardia del corpo molto rumorosa e Britz, grande stratega del gruppo, si nasconde dove ha sempre dato il meglio di sé: tra le gambe di qualcuno. In questa occasione specifica di Cristona. A questo punto Myra fa spallucce e decide che tanto ormai il piano è andato e entra anche lei. 

A quel punto la situazione degenera molto rapidamenteCristona e Calloso iniziano un battibecco violentissimo. Lei si lancia in una difesa appassionata dell’onore, della reputazione e dell’incredibile prestigio della Compagnia del Cervelletto, peccato che Calloso risponda nel modo più classico possibile. E finisce nell’unico modo in cui poteva finire, ovvero a concertinate sui denti. 

La rissa esplode. 

Vryssal si avvicina silenzioso oneshotta un pirata senza che nemmeno questo ci faccia caso. Myra invece ne ha le palle piene, tanto comunque scapperà, tanto vale farlo fuggire in fretta: lancia un phantasmal force e all’istante - agli occhi di Calloso - tutti intorno a lui si sciolgono e muoiono all’istante. Amici, pirati, compagni di bevute… tutti caduti stecchiti nel giro di un secondo. 

E nella più pura, gloriosa e immutabile tradizione di Capitan Calloso…lui scappa. 



 Dopo che Britz ha trastullato il pirillo di alcuni pirati di calloso che sono andati via completamente nudi il gruppo si ritrova a parlare con uno dei tanti malviventi che popolano la Sirena Arrossita: Jordanstest, che in realtà si scrive Ghordanss tastek perché la I nella pronuncia è muta e ha una K finale, ma è muta anch’essa. 

L’uomo si dimostra sorprendentemente loquace e inizia a snocciolare qualche informazione interessante su Baldur’s Gate: sulle barche scomparse dal porto, purtroppo, sa poco: dice solo che sono sparite tutte nello stesso punto preciso del porto, ma non ha idea di chi possa essere stato. 

Nel frattempo, Vryssal viene posseduto dal suo demone personale: quello dell’intimidazione gratuita. Dopo aver visto Myra completamente disinteressata alla conversazione – tanto che si è letteralmente attaccata alla spillatrice della birra  decide che è il momento di prendere in mano la situazione. Promette una birra al malvivente, birra che però, pochi istanti dopo, beve lui stesso. L’uomo, nonostante tutto, continua a parlare e lascia cadere alcune informazioni utili: 

Prima di tutto, una perla di saggezza fondamentale per la vita: non si pescano le carpe con il cucchiaino, perché sono pesci di fondo.  

Poi inizia a descrivere alcuni luoghi importanti della città: 
– la locanda elegante La Canzone dell’Elfo, 
– la banca cittadina, conosciuta come la Casa dei Conti, 
– e, in mezzo al porto, la torre di guardia che protegge l’ingresso con balliste capaci di sparare dardi contro eventuali navi ostili, senza dimenticare il gigantesco catenone che può chiudere l’accesso al porto. 

Quando si parla di Ramazith, indica fuori dalla taverna una torre altissima. A quanto pare il mago si fa vedere spesso nella Upper City, in una taverna chiamata I Tre Vecchi Barili. 

Infine, per le questioni ufficiali della città, c’è il Granduca Ravengard, che risiede nel Palazzo Ducale e che, prima o poi, dovrà occuparsi anche del problema delle barche scomparse. 

La conversazione sembra finalmente concludersi in modo civile, mVryssal, ancora nel pieno della sua stronzaggine galoppante, decide che la serata non è completa. Aspetta che Ghordanss tastek (Jordanstest) vada in bagno e con un piccolo trucchetto magico gli rovina il buon sapore delle birre appena bevute, con il gusto della sua stessa urina. 



 Decidono quindi di andare a dormire alla Canzone dell’Elfo, che si rivela essere esattamente il tipo di posto che non ti aspetteresti mai di vedere frequentato da loro: elegante, raffinato, quasi rilassante. L’ambiente è illuminato da una luce blu diffusa, morbida, con pesanti tendaggi neri che scendono dalle pareti e una piacevole musica di sottofondo fatta di canzoni marinaresche allegre che rendono l’atmosfera sorprendentemente piacevole. 

Dietro al bancone c’è un mezzelfo che pulisce i bicchieri con un’eleganza quasi sospetta. Si chiama Alan. Per la prima volta da quando gli eroi hanno iniziato a frequentare taverne, qualcuno sembra davvero sapere come si pulisce un bicchiere. 

Il problema è che, quando i quattro entrano, Alan addocchia subito il gruppo; mezzi ubriachi, rumorosi e poco rassicuranti. 

Nel giro di pochi secondi la situazione degenera: arriva un rutto in faccia al povero mezzelfo, qualche urlo di troppo, schiamazzi vari… e Alan prende la decisione rapida e molto saggia di farli accomodare fuori. 

Dentro resta solo lo stratega del gruppoBritz, che chiede due stanze che gli vengono prontamente mostrate, e il problema viene spostato fuori dal locale, dove gli altri tre vengono trattati con la dovuta diffidenza. 

Prima regola: niente alcool. 

Seconda regola: probabilmente non farli entrare se non strettamente necessario. 

A questo punto Vryssal ha una delle sue idee geniali: arrampicarsi per vedere dentro le stanze e capire dove sia finito Britz. 

Non è chiaro come – vista anche l’ubriacatura molesta – ma riesce nell’impresa di non cadere, non fare rumore e, cosa ancora più incredibile, non venire visto da nessuno.  Questo nonostante Myra faccia del suo meglio per attirare l’attenzione, urlandogli indicazioni da terra. 

Per fortuna tutto scorre senza intoppi e alla fine si siedono tutti a un tavolo, rifocillandosi e bevendo roba rigorosamente analcolica, mentre provano a mettere insieme un piano sensato per le domande da fare. 

Una volta giunti nell’elegante stanza, prima di procedere con l’interrogatorio, Vryssal si prende il tempo di pettinare la testa del malenti, sistemandogli i capelli con cura, per poi attivare l’anello magico necessario e tutto il piano costruito con tanta fatica va immediatamente a rotoli«CalippotourCalippotourCalippotour 

Gli occhi del malenti si aprono. 

«Ti ricordi di me?» 
«Sì.» 

Bene. 

«Dove si trova il re della Black Armada?» 

«Il re Tentrix si trova nelle Isole Nelanther, in un luogo chiamato l’Isola dei Porti del Legno  

«Sai qualcosa dell’arrivo dei mind flayer a Gundarlun e nel Faerûn?» 

«Sì.» 

«Cosa sai dell’attacco della Black Armada a Baldur’s Gate?» 

La risposta a questo punto è molto più interessante: «La Black Armada, guidata dal Re del Mare Tentrix, attaccherà Baldur’s Gate, ma il loro vero obiettivo non è la città. Il vero obiettivo è Ramazith. Vogliono rapirlo.Il resto dell’attacco sarà solo un diversivo.» 

«Qual è la connessione tra i mind flayer e la Black Armada? 

«Nessuna.  



I mind flayer non hanno nulla a che fare con la Black Armada. 

La notte passa in maniera innocua, il gruppo si riposa, e sono pronti ad affrontare qualunque altra difficoltà gli verrà messa davanti. Non si sa in che modo, ma siamo tutti curiosi di scoprirlo. 

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