Cap 54 - il casino all'improvviso

26° Alturiak – Tarqualnaar 

26° Alturiak, notte – Baldurs gate 

 

Dei Sargassi smette immediatamente di fare lo spiritoso quando gli eroi gli sventolano sotto il naso il corpo privo di sensi del malenti. A quanto pare, quando si passa dalle battute ai fatti, l’umorismo della guardia reale evapora piuttosto velocemente. 

Così, senza ulteriori scenette, lo trascinano dritti dal re, l’ormai celeberrimo Uth’ivellios Cithrea. Talmente celebre che il suo nome è scritto sui muri del palazzo, giusto per assicurarsi che nessuno dimentichi di osannarlo con il dovuto entusiasmo. 

Il problema è che la tecnica di interrogatorio del re lascia un po’ a desiderare, così intervengono rapidamente i nostri eroi, che con la consueta delicatezza diplomatica, iniziano a carpire qualche risposta. 

Quando il malenti – Ilanquor – comincia finalmente a parlare, la storia prende una piega diversa: secondo lui, il re non è il sovrano illuminato che tutti sembrano venerare, ma un tiranno. Un tiranno che perseguita i malenti, che li priva di diritti civili e che stermina persino i loro bambini. 

A questo punto l’atmosfera nella stanza si fa un po’ meno celebrativa; tra una rivelazione e l’altra, Ilanquor spiega anche l’unico vero dettaglio che distingue un malenti da un elfo del mare: una minuscola introversione della pupilla. Un dettaglio quasi invisibile, ma sufficiente a scatenare il caos perché improvvisamente tutti nella stanza iniziano a fissarsi negli occhi come perfetti idioti cercando di toccarsi le pupille a vicenda, cercando di capire se per caso non siano infiltrati anche loro. Nel frattempo, il malenti continua a snocciolare informazionimalenti non vogliono conquistare nulla, vogliono solo un’enclave tutta loro, un luogo dove vivere e prosperare in pace. La Black Armada, dice, li aiuta. Li sostiene. Vuole difendere i loro diritti. Lui stesso ha avuto contatti con emissari dell’Armada: figure strane, pallide, sempre avvolti in abiti pesanti per nascondere le loro fattezze. 

Agli eroi serve meno di un secondo per collegare il tuttoArbek, il tipo incontrato sull’isola delle druide a Neverwinter. Quello asservito alla divinità dell’AbissoTentrix. 

Ilanquor prova anche ad aggiungere altro. Sta per parlare di Tentrix, della sua base nelle Isole Nelanther, e di come sia abbastanza potente da conquistare Tarquarnal e rovesciare il re, ma proprio in quel momento Pacifico (Uth’ivellios Cithrea decide che ha sentito abbastanza. 

Senza il minimo preavviso, il sovrano afferra il suo gigantesco tridente a forma di pala e lo pianta dritto nel collo del malenti, decapitandolo. 

Il gruppo rimane lì per un secondo. Poi si guarda. Poi guarda la testa del malenti. Poi guarda il resto della stanza, dove nessuno sembra particolarmente disturbato dalla scena. 

Così, con grande naturalezza, si prendono la testa, la infilano in una sacca e decidono che la interrogheranno più tardi, una volta lontani da quel palazzo pieno di fanatici. 

 


A questo punto gli eroi fanno l’unica cosa sensata possibile: trascinano Myra a parlare con Vahira Safar, perché l’idea la annoia a morte e se lasciata libera probabilmente passerebbe il pomeriggio a lanciare Eldritch Blast contro i gabbiani del porto mentre si scola birra economica. 

La Torre della Blackstaff si staglia sullo skyline di Waterdeep come un gigantesco dild- dito! dito di roccia nera, minaccioso e austero. Non è esattamente il tipo di edificio che ti invita a entrare con leggerezza. 

Seguendo il percorso indicato all’interno della torre – fatto di corridoi silenziosi, scale improbabili e porte che compaiono e scompaiono – gli eroi arrivano finalmente davanti alla presenza della leggendaria Vahira Safar. 

Leader della Forza Grigia di Waterdeep. 



La prima cosa che fa è fissare Cristona e parlare con lei e solo con lei. Cristona, ovviamente, reagisce nel modo più naturale possibile: inizia a cantare: parte con della satira politica, poi passa alla critica sociale, poi affronta il delicatissimo tema di come le invasioni dei pirati abbiano generato una specie di superomismo eroico collettivo, che ha portato la popolazione a cercare nuovi idoli e nuove divinità dopo aver perso la fede in quelle vecchie. Poi arriva la canzone profonda. Profondissima: la metafora centrale è che la città si trova in una cloaca, ma che con la giusta serenità dello spirito tutti insieme potranno ribaltare la situazione. 

Un messaggio molto potente. Il problema è che Cristona non ha la minima idea di cosa Vahira stia dicendo. 

In realtà non aveva nemmeno capito che la Blackstaff stesse parlando con lei. Stava semplicemente canticchiando tra sé e sé, ma non capita tutti i giorni di entrare nelle grazie di uno dei maghi più potenti del Faerûn, quindi annuisce con convinzione e continua a fischiettare come se fosse tutto perfettamente intenzionale. 

Sorprendentemente, Vahira apprezza; la trova sottile. Sagace. Persino brillante. 

A quel punto Vahira spiega cosa sia la Forza Grigia: un corpo scelto formato da individui reclutati tra le guardie cittadine, l’élite che protegge Waterdeep e che ha accesso alle questioni più segrete e delicate della città. 

E propone loro un lavoro: dato che stanno già indagando sugli attacchi dei pirati, suggerisce loro di visitare un alleato molto particolare: il drago di bronzo Zelifarn, che ha una tana nelle profondità del porto di Waterdeep, non lontano da Tarquarnal. 

Zelifarn osserva ciò che accade nelle acque profonde e potrebbe fornire informazioni preziose su movimenti sospetti, navi e qualsiasi cosa stia tramando la Black Armada. 

Prima di congedarli, Vahira parla velocemente anche di Ramazith. Lo descrive con poche parole, ma molto chiare: uno dei maghi più potenti mai esistiti, ma anche un vecchio porco. 

Potentissimo, sì, ma pur sempre un vecchio rincoglionito. 



Gli eroi, a questo punto, decidono che è arrivato il momento di rapinare la Benedizione di Tymora. Sì, quella. Quella dove avevano già scatenato il putiferio. Il problema è che, dopo l’ultima volta in cui sono passati di lì la sorveglianza è stata decisamente aumentata. 

Così il gruppo si trova davanti a un problema serio: elaborare un piano. 

Ci provano, ma tra le distrazioni e la noia di Vryssal, diventa chiaro che un piano serio non nascerà mai. 

Quindi c’è una sola strada da prendereAnzi, in realtà ce ne sarebbero centinaia, ma Baldur’s Gate sembra l’unica percorribile. 

Così salutano i githyanki, spedendoli verso Baldur’s Gate, la Voyage viene mandata a commerciare per i mari e tramite gli Arpisti il gruppo si teletrasporta direttamente nella città, arrivando in una stanza del porto. 

Quando escono all’aperto trovano un uomo di mezza età, vestito con abiti ricchi ma con una pelata che riflette la luce della luna: sta tenendo il registro delle navi che entrano e escono dal porto. 

Intorno a lui la zona brulica di vita: navi di ogni tipo, marinai, mercanti, urla, casse che vengono caricate e scaricate e soprattutto guardie con il simbolo dei pugni fiammeggianti sulla loro tabarda. Sono i famosi Flaming Fist, il corpo militare che mantiene l’ordine a Baldur’s Gate. 



L’uomo si presenta come Malark, il porto mastro. Dopo qualche contrattazione un po’ ambigua decide di condividere (per sbaglio) qualche informazione utile: pare che ci siano in giro gruppi poco affidabili, gente che ha nascosto alcune barche a remi senza pagare il prezzo di ormeggio. 

Gente… diciamo shady. Molto shady. 

E molto magra. Molto Slim. 

Sono Slim shady. E solo uno si alza in piedi. 



Secondo Malark sono stati visti spesso intorno alla peggior taverna di tutta Baldur’s Gate: la Sirena Arrossita. 

Quando il gruppo arriva si accorgono che è davvero la peggiore bettola mai vista: Puzza, il legno è marcio, le travi sembrano reggersi per puro caso, il pavimento scricchiola come se stesse implorando di non camminarci sopra. 

Insomma, esattamente il tipo di posto che gli eroi adorano. 

Nel piccolo patio che porta all’ingresso c’è una statua di una sirena mezza nuda. Bellissima… se fosse stata scolpita da qualcuno che sapesse cosa stava facendo. Invece è fatta malissimo, e nelle fessure del legno spuntano mani nere e rinsecchite che sembrano assolutamente vere. 



(non me la fa scolpita male. dice che viola le misure di protezione relative alla nudità. ma solo quella scolpita male.)

Gli eroi spingono le porte a battente ed entrano vedono qualcosa di fin troppo familiare. 

La loro nemesi. 

 














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