Capitolo 51 - la tragica dipartita e l'incontro con un vecchio amico

Luskan 25° midwinter 


 

Il terribile scontro è finito. Gli eroi stanno per leccarsi le ferite, prendersi quei cinque minuti che gli spettano, quando il fato decide di ricordarsi di loro. Anzi di una sola. 

Quell’uovo che Synthariel aveva sottratto con nonchalance ai due orsogufi nella torre poco distante da Berranzo  come se fosse un souvenir carino e non un problema con le piume – si schiude proprio in quel momento.  

Pazzesco il tempismo.  

L’orsogufo appena nato – che a quanto pare nasce già con un odio latente covato per settimane per la mezzelfa – si lancia su Synthariel con una violenza inaudita. Artigli, beccate, caos. Lei prova a reagire, ma è come assistere a un incidente in slow motion in cui nessuno può far nulla: non muore abbastanza velocemente, purtroppo, e questo rende tutto ancora più orribile. 

Pezzi della mezzelfa finiscono ovunque. 

E siccome l’universo non ama le mezze misure, come se non bastasse, sotto di lei si apre un gigantesco burrone. La terra si spacca, la grotta inghiotte, e ciò che resta di Synthariel viene risucchiato nelle profondità come se la grotta stessa avesse deciso di fare pulizia. 

Il gruppo perde un membro fondamentale per le cur… no. 
Per tank… no. 
Per il dps… no. 

Per il Moonbeam. 

Ecco. Il gruppo perde un membro fondamentale per il Moonbeam. E nel vuoto lasciato da piume, sangue e trauma, l’unica soluzione che resta è la più classica del mondo: andare a dormirci su. 

«E vabbè dai.» 

Anche perché, in mezzo a tutto questo, Myra ha un lampo di lucidità ritardata – di quelli che arrivano sempre dopo la tragedia – e si ricorda improvvisamente di avere Remove Curse, che, guarda caso, è esattamente ciò che serve per sistemare Britz. 

Così, nell’arco di otto ore, tra brontolii, lamenti e commenti poco educati sul destino, il buon halfling torna finalmente a essere sé stesso. 

Con gli arti al posto giusto. 



A questo punto gli eroi fanno l’unica cosa sensata dopo aver rischiato la vita e rimontato Britz come un mobile IKEA: ispezionano il resto della grotta. Perché, si sa, se un posto ti ha quasi ammazzato due volte, la risposta corretta è guardare meglio e a fondo anche negli angoli. 

Ed è così che trovano una piccola apertura laterale che prima non avevano notato. Una fessura nella roccia. Un invito. Una pessima idea travestita da passaggio segreto che nasconde un pozzo che emana oscurità più totale. E da lì non arriva aria, non arriva rumore; arrivano sensazioni brutte, dense, immediate. Angoscia, ansia, paura.  

Vryssal, che davanti all’ignoto reagisce sempre con l’approccio scientifico, prova a far luce coglobo di Daylight che hanno appena trovato, ma il pozzo di oscurità non si illuminaFa di meglio: lo risucchia. 

Il globo sparisce e si frantuma come se qualcuno avesse preso la luce e l’avesse sbriciolata in un milione di pezzi invisibili. Un gesto così offensivo che, per un istante, perfino loro restano zitti. 

Ciao ciao, globo nuovo di pacca. 

Poi Myra ha l’idea più brillante del secolo. «Faccio esplodere tutto. E chiudiamo per sempre questo buco.» 

Un piano pulito. Elegante. Definitivo. Rassicurante. 

Peccato che, come spesso accade quando Myra decide di risolvere le cose con la forza, non tutto vada esattamente come si pensa. Le sue magie non colpiscono in modo preciso – preciso, preciso, preciso – e l’idea di “chiudere il buco” si trasforma in “far crollare mezza grotta sulla testa”. 

E quindi, senza molte discussioni, si passa alla vera strategia immortale del gruppo: scappare a gambe levate. 

Astral Skiff. Salto. Via. Direzione: Luskan. 

Non appena sbarcano, il posto sembra un’esperienza all inclusive di tetano, puzza di sudore e canto stonato, ma loro hanno una missione: parlare con i Cinque Capitani per conto di Dagult Neverember, perché secondo lui l’attacco della Black Armada potrebbe essere partito da lì.  

Luskan, infatti, è una delle basi della pirateria di tutta la Costa della Spada ed è organizzata politicamente da una specie di parlamento fatto di navi. Ogni capitano gestisce un settore e un’attività, come se fossero ministeri di una federazionesolo che al posto dei decreti ci sono minacce, e al posto degli impiegati ci sono uomini con dei pappagalli sulla spalla e un uncino al posto della mano. 



La cosa più semplice da fare, a quel punto, è sempre la stessa: taverna. Se devi capire che direzione prendere, chi comanda davvero e come diavolo si parla con i Cinque Capitani, vai dove la gente parla troppo e beve peggio. 

La prima che incontrano è “Il Capitano Uncino”. Nome rassicurante e dentro c’è esattamente quello che ci si aspetta da una taverna di pirati: odore di rum, legno bagnato, risate sguaiate, lame in vista e facce che sembrano aspettare solo una rissa. Nulla di sorprendente, infatti ci sono anche i nostri tre eroi. 

Lì, in mezzo a un capannello di pirati che pendono dalle sue labbra come se stesse raccontando una saga eroica, c’è una figura dalle fattezze vagamente – anzi, terribilmente – familiariCapitan Calloso. 

Proprio lui. Sereno. Tronfio. Al centro della scena, mentre racconta le sue malefatte in giro per i mari del Nord con quell’aria da “Non sono assolutamente un coniglio, non blinko mai via”. 

E non è finita. 

A un tavolo poco distante, tre elfi del mare richiamano a gran voce l’attenzione di Myra: Ionio, Tirreno e di Sardegna. Gli stessi elfi del mare incontrati quasi due mesi prima vicino le coste di Gundbarg. 

Il loro gran vociare, ovviamente, fa da faro nella notte: Calloso si gira, nota il gruppo e nel momento stesso in cui li riconosce, la taverna cambia sapore. Come se tutti avessero capito che sta per succedere qualcosa e non volessero perdersi lo spettacolo. 

E infatti succede l’inevitabile. Perché Capitan Calloso è arrogante, rissoso e convinto di avere sempre ragione e contro quei tre, si sa, non è esattamente l’atteggiamento più intelligente da sfoggiare se vuoi arrivare a domani. 




Riusciranno, questa volta, a farla finita o questa eterna faida è destinata a non morire mai, come un cattivo odore di rum sulle assi del porto? 






 

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