Capitolo 48 - Il ritrovamento della memoria
22° midwinter – Spiaggia delle ossa di Balena 100miglia da waterdeep
Il corpo senza forze di ONEIRO giace a terra come un sacco di rospi e cattive intenzioni, spossato, pieno di ferite inutilmente minaccioso. Eppure, questo non impedisce a Clapticos di mettersi comodo e capire dove ha nascosto la sua memoria.
ONEIRO senza parlare veramente, fa percepire a Clapticos che la sua memoria è alla Spiaggia delle Ossa di Balena, a circa un centinaio di miglia da Waterdeep, in mano a dei pirati. Detto questo, Clapticos decide che la conversazione può considerarsi conclusa e, con una sola manata, schiaccia la testa di ONEIRO.
E qui viene spontanea una domanda, collettiva e silenziosa: ma non potevi farlo tu da solo, a sto punto?
Ma va bene così. Le cose importanti si fanno sempre nel modo più teatrale possibile.
Dopo una notte di riposo, il mattino nel piano elementale dell’acqua si presenta con una di quelle giornate ridenti e deliziose; Clapticos li raduna e, con un viaggio extraplanare che dura un battito di ciglia, trascina tutti sulla costa più vicina possibile al luogo in cui dovrebbe essere nascosta la sua memoria.
E il paesaggio cambia di colpo: una spiaggia fredda, brumosa, l’aria umida che sa di mare e di guai. Clapticos li guarda e, con l’urgenza solenne di chi sta per rivelare il segreto dell’universo, chiarisce: «Mia memoria è una pala… di colore azzurro.»
«Palla!» esclamano tutti all’unisono
E così, in mezzo al nulla, la missione diventa chiarissima e assolutamente impossibile: trovare una palla blu che contiene la memoria di un genio, in un posto dove perfino le conchiglie sembrano tutte uguali.
Se solo Synthariel avesse preparato locate object, dato che dovevano trovare un oggetto.
Ma per pietà, e forse perché l’universo (il master) ogni tanto si stufa di guardare la gente soffrire, quella magia riescono comunque a lanciarla. All’improvviso tutto intorno a loro “bippa” e una grandissima freccia colorata indica la direzione verso il mare. Più precisamente verso una nave, ormeggiata a una cinquantina di metri dalla costa, come se fosse lì ad aspettarli da sempre.
Sulla nave c’è movimento. Ombre che camminano avanti e indietro sul ponte, passi lenti, la routine di chi crede di essere al sicuro perché il mare intorno è vuoto e la giornata è grigia.
E il gruppo, davanti a quella visione, partorisce un piano che sulla carta è perfetto e nella realtà… è comunque un piano. Non si butta via niente...
Nuotare sotto la nave, fare un buco, sfondare la fiancata, entrare, rubare indisturbati la memoria e uscire come se loro, lì, non ci fossero mai stati. Riportare la “palla blu” a Clapticos e fine. Semplice. Lineare. Una bazzecola.
Myra decide di occuparsi della parte “distrazione” con la delicatezza che la contraddistingue: lancia due Eldritch Blast verso la prua, giusto per richiamare l’attenzione di tutti, poi via: tuffo, nuoto veloce verso la poppa e altro buco.
Britz scivola all’interno di quello che sembra una stiva di carico. Ci sono casse, roba ammassata e, tra le altre cose, una scatola con dentro la fantomatica palla.
La memoria del genio, lì, ferma e azzurra, come se stesse aspettando solo loro. E la cosa più incredibile di tutte è che non c’è nessuno. Nessun mostro. Nessuna trappola assurda. Nessun colpo di scena.
Per una volta, il loro piano ha funzionato.
Il gruppo torna verso la spiaggia mentre, dietro di loro, la nave comincia ad affondare. Una tragedia nautica con i pirati sopra che iniziano a buttarsi in mare per salvarsi, urlando e agitandosi lasciando dietro di loro tutto quello che la nave ha da offrire.
Sulla riva, Clapticos non perde tempo. Prende la grossa palla blu e con una naturalezza inquietante, la inserisce nella testa.
E la memoria torna.
Il suo accento strano sparisce, la postura cambia, la voce si fa più piena, più importante e Clapticos comincia a cantare canzoni e recitare poesie a loro completamente sconosciute, come se avesse appena recuperato non solo dei ricordi, ma un’intera biblioteca di sé stesso.
Una poesia, in particolare, colpisce gli avventurieri: “al cavernale di Viareggio, con le sue musiche di festa e le sue notti mascherate, è mancato soltanto il colore dei tuoi occhi.”
Myra si gira verso Vryssal. «Tu queste cose non me le dici mai.» La risposta dell’elfo del mare è uno sguardo alle tette.
l compimento della missione cambia Clapticos in modo definitivo, e non solo perché adesso parla come se dovesse inaugurare una biblioteca, ma perchè promette ciò che, da uno come lui, vale più dell’oro: il suo aiuto. Quando ne avranno bisogno, soprattutto contro quelle forze oscure che lui stesso percepisce come un’onda nera psionica sotto la superficie, Clapticos ci sarà.
E siccome gli eroi non sarebbero gli eroi se sapessero chiudere una missione senza un piccolo “extra”, si precipitano subito verso la nave che affonda per fare l’unica cosa moralmente corretta in questi casi: rubare tutto ciò che non è inchiodato.
A questo punto Clapticos li porta sulla sua nave: la Seppia Volante e concede loro il suo utilizzo, qualora ne dovessero mai aver bisogno. Infine, apre un portale e li riporta a Waterdeep.
Quali saranno le loro prossime mosse?



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