Capitolo 46 - Lo yugoloth ha un nome, e il suo nome è ONEIRO





20° midwinter – Isola del terrore, piano elementale dell’acqua 

Arrivati al piano di sotto e avendo visto la scena (il mezzoloth in piena discussione “commerciale” con cinque pirati e il tritone), il gruppo capisce immediatamente qual è l’opzione giusta: menare. 

Perché sì, si poteva provare a parlare. Si poteva mediare. Si poteva interpretare quel party di avventurieri in cui tutti decidono di essere adulti, razionali, diplomatici, ma poi guardano i pirati, guardano l’acqua piena di coralli che sembra già pronta a trattenere segreti e cadaveri, con una perfetta sincronia decidono che l’unico modo per ottenere risposte è creare un silenzio definitivo. 

Myra ci prova anche—per davvero—con quel tono da “ragazzi, dai, siamo tutti esseri senzienti, troviamo un accordo”, ma è il classico tipo di frase che, detta davanti a un gruppo di pirati nervosi, suona come un invito a fare il contrario. Il tritone capo ascolta, inclina la testa come se stesse valutando, e i suoi sgherri rispondono come rispondono sempre le persone con una carriera basata sul saccheggio: molto male. 

E così la Camera dei Coralli si trasforma nel solito spettacolo che il gruppo porta in tournée ovunque vada: acciaio, incantesimi, frecce, colpi bassi, e quel particolare tono di rosso vermiglio che inizia a colorare l’acqua intorno a loro. Sangue che si allunga in strisce scure, urla smorzate, pezzi di armatura e budella che galleggiano armoniosamente. 



Finito il combattimento, la Camera dei Coralli torna finalmente a somigliare a una stanza, anche se con una quantità sospetta di roba mista che galleggia. 

Il mezzoloth li ringrazia. Li ringrazia davvero. Con voce calma, con modi gentili; accondiscendente, educato, come se non fosse una creatura demoniaca uscita da un catalogo di incubi, ma un cliente soddisfatto del servizio clienti. E mentre lui parla, Vryssal smette di esistere come interlocutore e diventa immediatamente ciò che è nato per essere: un ladro con le priorità sane. 

Si china sui pirati e comincia a svuotare tasche con la naturalezza di chi sta riordinando una stanza. Un gesto dopo l’altro, senza emozione, senza fretta, come se lo stesse facendo da sempre. 

Che, in effetti, sì. 

Il gruppo prova a mantenere il focus della conversazione con tono amichevole e la domanda unica che conta davvero: «Dimmi tutto quello che sai.» 

Il mezzoloth risponde, e per un attimo si finisce in un inizio di chiacchiera che vira perfino sul codice binario, ma il mezzoloth non sembra masticare bene quell’argomento. Vryssal, che ha appena terminato di fare l’inventario sui cadaveri, riporta il discorso alla cosa importante: Papadopulos. 

Il mezzoloth scuote la testa. Non la conosce, né sa dove sia. Però, quando esce il nome di quello che interessa davvero—lo yugoloth—la stanza cambia temperatura. 

«ONEIRO Lo pronuncia con un vocione, pieno e pesante. «ONEIRO passa spesso,» dice. «Cerca lavoro. È un mercenario, uno che si fa pagare per cose che gli altri non vogliono fare o non vogliono ricordare.» 

E a loro serve proprio quello: capire come abbia fatto a rubare la memoria a Clapticos. O a Codroipo. O forse sono la stessa persona, ma si fa confusione con i nomi. 

Il mezzoloth, però, non ha risposte pronte. Non finge di averle. Non si inventa niente. Fa solo l’unica cosa utile: alza le spalle e dà un consiglio pratico. «Aspettate, perché ONEIRO, ogni tanto, si fa vivo.» 

Myra continua a tenerlo sul tono amichevole, diplomatica fino alla cocciutaggine, consentendo a Vryssal di continuare a esser sé stesso fino in fondo; mentre tutti parlano, lui nota lo zainetto a forma di pupazzo che il mezzoloth porta sulle spalle. E senza cambiare espressione, senza interrompere il ritmo della scena, infila una mano dentro e gli ruba cinquecento monete d’oro. 

Il mezzoloth continua a parlare. 

Myra continua a sorridere. 

E Vryssal con un occhiolino d’intesa, saluta il mezzoloth, tornando assieme al gruppo al piano superiore della taverna. 



Per trovare ONEIRO, Vryssal decide che la strategia migliore è anche la più sobria, raffinata e assolutamente priva di discrezione. 

Non sussurra, non fa giri di parole, non indaga con l’aria innocente. Si mette lì, apre il borsello e paga da bere per tutti. L’idea è semplice: se ONEIRO passa davvero di qui, qualcuno lo sa. E se qualcuno lo sa, dopo un paio di bicchieri lo dice. 

Tra i presenti, avevano già notato a un tavolo un aldani che giocava con dei pugnali di coralloL’aldani, appena capisce che si parla di ONEIRO, si propone con grande entusiasmo: ma tutte le offerte che fa, vengono prontamente rifiutate, così lo salutano nel modo più elegante e definitivo possibile, cioè girandosi di spalle, e andando a dormire. 

Ed è a questo punto che Vryssal prende una decisione organizzativa del tutto unilaterale: affittano due stanze, e lui stabilisce che Synthariel e Britz dormiranno insieme, mentre lui dormirà nella stessa camera di Myra. E la tensione, lì, diventa una cosa fisica, pesante, quasi tagliabile, un’aria che sa di sale e di guai e di cose non dette. 

Solo che—e questa è la parte migliore—la realtà è che la loro è solo una finzione, poiché invece, ne affittano una terza e dormono tutti nella stessa stanza. Le altre due restano vuote, con cuscini sotto le lenzuola al posto dei corpi. Una trappola semplice, infantile e proprio per questo, perfetta. 

Durante la notte Britz e Synthariel trombano come ricci e lo fanno con un entusiasmo tale da regalare a Myra e Vryssal una collezione completa di incubi e l’impossibilità pratica di ignorarsi, anche se—ed è importante—loro due mantengono le distanze, fermi su quella linea sottilissima tra “ci sto” e “non adesso”, mentre tutto attorno a loro spinge nella direzione opposta. 



E al mattino, come previsto, il disastro bussa puntuale. M

ONEIRO spalanca la porta della stanza-esca cercando i primi due, già pronto ad ucciderli, e nello stesso momento, nell’altra stanza (quella vera), compare la fidanzata di ONEIRO. Il suo nome è Sorella SecchioDiSchifezze. 



A quel punto lo capiscono tutti insieme: lo scontro è inevitabile. Ma le risposte sono lì, a un soffio. Bisogna solo sopravvivere abbastanza da prendersele. 







Appunto per Claudia, prossimo riassunto, 21° di midwinter










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