Capitolo 40 – Voci, maree e verità che non vogliono emergere
19° Midwinter — Waterdepp
La
giornata comincia con un risvegli atipico, perché Myra durante la notte ha avuto
in sogno una profezia, la stessa profezia che le viene poi riportata dalla
porta magica alle locanda delle profezie; una porta che parla, predice e, ogni
tanto, decide di dire cose che nessuno ha mai chiesto, né ha intenzione di
chiedere o di sapere.
Lo
squalo che cammina, l’assalto al calar della sera… capiscono che la Black Armada
e i sauhagin colpiranno Waterdeep al tramonto.
Per Synthariel
invece, dice qualcosa di più criptico, meno profetico, ma nettamente più personale:
“Se anche la società drow è matriarcale, tutte le acque profonde porteranno
a galla tuo padre.”
Silenzio.
Per
gli altri due membri del gruppo invece arriva una profezia che fa mediamente
cagare così si guardano si stringono nella spalle ed escono, dirigendosi al
tempio d Umberlee, affacciato sul mare come una minaccia elegante, in una meravigliosa
spirale di coralli rosa.
Davanti
all’ingresso ci sono venti, forse trenta persone. Turisti, fedeli, curiosi. È
quasi impensabile che Rascebyeh l’avesse trovato completamente vuoto…
All’interno
c’è un meraviglioso gift shop, con prezzi assolutamente fuori dal normale, ma
con oggetti talmente inutili, che è quasi impossibile non comprarli.
È Synthariel
ad aprire le danze dello sperpero, prendendo un abito di Umberlee che le mette
in risalto le forme con una scollatura che lascia molto poco all’immaginazione.
E poi, se deve affrontare una sacerdotessa che potrebbe nascondere segreti fondamentali,
tanto vale farlo vestita bene.
Quando
finalmente riescono a parlare di Black Armada e di Conch, viene loro concesso
l’accesso.
Dentro,
Abelyn Nerovarco li fa entrare, poi fa uscire tutti gli altri e restano soli.
Il
tutto è altamente sospetto.
«Cosa
volete?» chiede.
E da
lì inizia la danza delle bugie e nessuno sa più chi dice il vero e chi no. Abelyn
nega tutto: nega di sapere della Black Armada, nega di sapere della conchiglia.
Nega con la tranquillità di chi mente molto bene e troppo velocemente.
Parla
invece di strategie, e quello sembra saperlo fare troppo bene: dice che il
Tempio di Umberlee e gli elfi del mare difenderanno la zona del porto, se i sahuagin
attaccheranno quella sera, mentre loro potranno portare le loro forze e le loro
difese nella zona nord di Waterdeep; esattamente all’opposto, e molto—molto—lontano
da lei.
Nessuno
dei quattro se la beve, ma cercano di mantenere la calma, perché attaccare una
sacerdotessa potente in casa sua, anche per dei guerrafondai come loro, non risulterebbe
come una scelta saggia.
Myra
tenta il tutto e per tutto e attiva un canale telepatico diretto con Abelyn,
che, contro ogni pronostico, non oppone resistenza.
E
lì, senza testimoni, arriva il messaggio vero: «Non interferire con Conch. E
smetti di interferire con questa faccenda.»
Myra
insiste, fa domande sull’Abisso, e Abelyn risponde con una calma inquietante: «L’Abisso
è ciò per cui vivi. Sai già tutto dell’Abisso.»
Parla
anche della Società del Kraken, dicendo che è vittima di una cattiva fama, che
non tutto è come sembra.
Ed è
in quel momento che qualcun altro entra in quella conversazione telepatica. Una
voce fredda, autoritaria, che blocca ogni tentativo di persuasione sulla sacerdotessa.
«Smettila
di interferire. Vattene.»
Myra
racconta tutto al gruppo, e prende una decisione che pesa come una tempesta in
arrivo: il suo patrono è compromesso, non è più in contatto con colui che l’ha
salvata e da questo momento disconosce ogni ordine che arriverà da lui.
Non
perché non creda nel suo potere, ma perché non sa più quando e quanto fidarsi.
Tornano
al gift shop—perché anche nei momenti di crisi esistenziale servono calzini
antiscivolo e conchiglie che consentano un contatto diretto col tempio.
Poi
via da Yagra, che viene aggiornata su tutto. Lei ascolta, riflette e conclude
che sarà il caso di avvisare Vajra Safahr e Laeral Silverhand, aggiunge anche
un dettaglio non trascurabile: su Rascebyeh Qathan pende una taglia, è una che
fa il doppio gioco da tempo e forse, solo forse, ha mentito anche su Abelyn
Nerovarco.
Il
mare non è più tranquillo e la Compagnia del Cervelletto capisce una cosa sola:
non stanno più inseguendo una conchiglia.
Stanno
camminando dentro una marea che sale e il tempo stringe.



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