Capitolo 39 - il “quasi” invincibile Michaëlssas e un bacio inaspettato.
18° midwinter - Waterdeep
L’ingresso al casinò “la benedizione di Tymora” inizia con una scoperta fondamentale. Fondamentale non per la missione, non per l’equilibrio dei mari, ma per il semplice fatto che trovano una Bag of Holding nuova di pacca. Non una qualunque, una di quelle superior: capiente, elegante con il libretto delle istruzioni incluso e con un dettaglio unico: quel modello di bag of holding è capace di mantenere caldo e freddo il cibo. Il top di gamma insomma.
Intanto Myra capisce che quell’abito, per poter entrare, deve essere levato e non fa in tempo nemmeno a maturare il pensiero che Vryssal, che in qualche modo era già pronto, si materializza accanto a lei con l’efficienza di chi ha atteso quel momento per tutta la vita.
La scena è rapida, coordinata, quasi professionale: l’abito scivola via con una delicatezza sorprendente.
Dentro la Benedizione di Tymora, intanto c’è Rascebyeh Qathan seduta a un tavolo da gioco insieme a individui che puzzano di Zhentarim del Black Network; quelli di Manshoon. Quelli che odiano gli Xanathar e odiano i Doomraiders, odiano chiunque.
A Waterdeep, in pratica, tutti odiano tutti. È una grande famiglia disfunzionale.
Sotto il tavolo, Synthariel in forma di criceto osserva la partita con attenzione certosina. Mentre gli altri parlano di dadi e puntate, lei nota il dettaglio che potrebbe fare la differenza: uno dei giocatori ha un asso di quadri infilato nello stivale. Uno di quegli Zentharim gioca sporco in squadra con Rascebyeh.
A quel punto entra in scena il duo dell’Apocalisse. Myra e Vryssal, sottobraccio, camminano tra i tavoli come una normalissima coppia del casinò. Sorridono. Chiacchierano. Fingono di non essere una minaccia.
«Ma hai sentito parlare di quella conchiglia che è stata rubata?» dice Vryssal con tono casuale, calibrato al millimetro. «Come si chiama… Conch, vero? Dicono abbia poteri inenarrabili.»
È una performance perfetta, talmente perfetta che, se Myra non lo conoscesse così bene, potrebbe anche credergli.
Lei gli risponde a tono, recitando la parte. «Ho sentito delle voci… ma chi te l’ha raccontato?»
Ed è lì, tra un tavolo truccato, un criceto spione e una conchiglia rosa che tutti fingono di non conoscere, che la partita vera sta per cominciare.
Rascebyeh Qathan solleva appena un sopracciglio per guardarli.
E, in quell’esatto istante, Synthariel, rannicchiata sotto il tavolo in forma di criceto, ha un’idea.
Non è ancora chiaro se sia geniale o profondamente sbagliata, ma nel dubbio la mette in pratica.
Uno Starry Wisp esplode nel locale.
La Benedizione di Tymora viene illuminata a giorno come se un dio avesse acceso una torcia direttamente nel soffitto.
Urla. Panico. Gente che si alza rovesciando sedie, fiches e dignità. Il casinò implode in una perfetta sinfonia di caos.
Britz, fedele al suo istinto e alla sua natura, si lancia su per le scale nascondendosi tra le gambe dei passanti. Lì, tra una parete e un arazzo, nota qualcosa che non dovrebbe esserci: una porta segreta.
Nel frattempo Myra molla il braccio di Vryssal e ha una nuova illuminazione, anche questa discutibile.
Dopo un salto agile dietro al bancone del bar, inizia a sgraffignare bottiglie. Vini, liquori, roba costosa, roba che sicuramente non dovrebbero portare via. Butta tutto nella Bag of Holding come se il domani non esistesse.
Vryssal, invece, decide di seguire una linea d’azione tutta sua. Si avvicina a Lady Gurning “Stomaco d’Acciaio”, la nana proprietaria del casinò, e inizia a palparla con professionalità sospetta, cercando chiavi, chiavistelli o qualunque cosa possa aprire quella porta segreta.
Myra lo vede. “Sto cretino.” pensa solamente mentre prosegue ad arraffare bottiglie.
Il fatto che Vryssal non presti mai attenzione a niente è, ormai, il suo tratto distintivo.
Una costante. Una filosofia di vita.
Il problema è che Britz era stato chiarissimo. «Non c’è l’agvz, c’è la manetta…» (non c’è una serratura, c’è un tastierino numerico) La chiave che Vryssal sta cercando con tanto impegno non serve ad aprire quella porta. Serve, semmai, per una cassaforte; la stessa cassaforte che Myra ha esattamente davanti alla faccia, dietro al bancone, mentre continua a fare razzia di bottiglie. Ma, miracolosamente—forse per puro caso—Vryssal fa la cosa giusta: ignora completamente il problema, segue l’istinto e apre la porta segreta in un solo colpo. A volte l’incompetenza, se applicata con sufficiente sicurezza, diventa talento.
All’interno della stanza segreta li aspetta qualcosa di decisamente interessante: un cerchio inciso sul pavimento, molto simile a un cerchio di teletrasporto. Non identico a quello degli Arpisti, ma abbastanza simile. Sopra il cerchio ci sono due oggetti lasciati lì con una nonchalance sospetta:
una verga e un pugnale. (ah-ah una verga)
Vryssal, coerente con sé stesso, li prende entrambi e per fortuna non succede nulla.
Ed è invece dall’altra parte del locale che la situazione decide di deragliare definitivamente. Myra afferra un’ultima bottiglia di vino—perché le priorità vanno rispettate—poi guarda Synthariel in forma di criceto e… Come una lanciatrice di baseball, si mette in posizione, calibra la forza, prende la mira e lancia il criceto.
Il tiro è perfetto.
Synthariel vola nell’aria e atterra esattamente nel cappuccio di Rascebyeh, sparendo al suo interno come se fosse sempre stato quello il piano.
Intanto Britz riesce a uscire dal retro, mentre Vryssal sale al piano di sopra e scappa da una finestra.
Dal cappuccio, Synthariel sente Rascebyèh parlare con i suoi uomini e li vede dividersi.
Rascebyeh prende la strada a destra, verso i docks, gli altri compreso Michaëlssas—tutto attaccato, con la s lunga—quello già ferito, vanno a sinistra.
Nel frattempo Myra molla il braccio di Vryssal e ha una nuova illuminazione, anche questa discutibile.
Dopo un salto agile dietro al bancone del bar, inizia a sgraffignare bottiglie. Vini, liquori, roba costosa, roba che sicuramente non dovrebbero portare via. Butta tutto nella Bag of Holding come se il domani non esistesse.
Vryssal, invece, decide di seguire una linea d’azione tutta sua. Si avvicina a Lady Gurning “Stomaco d’Acciaio”, la nana proprietaria del casinò, e inizia a palparla con professionalità sospetta, cercando chiavi, chiavistelli o qualunque cosa possa aprire quella porta segreta.
Myra lo vede. “Sto cretino.” pensa solamente mentre prosegue ad arraffare bottiglie.
Il fatto che Vryssal non presti mai attenzione a niente è, ormai, il suo tratto distintivo.
Una costante. Una filosofia di vita.
Il problema è che Britz era stato chiarissimo. «Non c’è l’agvz, c’è la manetta…» (non c’è una serratura, c’è un tastierino numerico) La chiave che Vryssal sta cercando con tanto impegno non serve ad aprire quella porta. Serve, semmai, per una cassaforte; la stessa cassaforte che Myra ha esattamente davanti alla faccia, dietro al bancone, mentre continua a fare razzia di bottiglie. Ma, miracolosamente—forse per puro caso—Vryssal fa la cosa giusta: ignora completamente il problema, segue l’istinto e apre la porta segreta in un solo colpo. A volte l’incompetenza, se applicata con sufficiente sicurezza, diventa talento.
All’interno della stanza segreta li aspetta qualcosa di decisamente interessante: un cerchio inciso sul pavimento, molto simile a un cerchio di teletrasporto. Non identico a quello degli Arpisti, ma abbastanza simile. Sopra il cerchio ci sono due oggetti lasciati lì con una nonchalance sospetta:
una verga e un pugnale. (ah-ah una verga)
Vryssal, coerente con sé stesso, li prende entrambi e per fortuna non succede nulla.
Ed è invece dall’altra parte del locale che la situazione decide di deragliare definitivamente. Myra afferra un’ultima bottiglia di vino—perché le priorità vanno rispettate—poi guarda Synthariel in forma di criceto e… Come una lanciatrice di baseball, si mette in posizione, calibra la forza, prende la mira e lancia il criceto.
Il tiro è perfetto.
Synthariel vola nell’aria e atterra esattamente nel cappuccio di Rascebyeh, sparendo al suo interno come se fosse sempre stato quello il piano.
Intanto Britz riesce a uscire dal retro, mentre Vryssal sale al piano di sopra e scappa da una finestra.
Dal cappuccio, Synthariel sente Rascebyèh parlare con i suoi uomini e li vede dividersi.
Rascebyeh prende la strada a destra, verso i docks, gli altri compreso Michaëlssas—tutto attaccato, con la s lunga—quello già ferito, vanno a sinistra.
A quel punto, la Compagnia del Cervelletto dovrebbe fare la cosa sensata: restare unita, invece Myra esce di corsa dal locale e si lancia all’inseguimento.
Di chi?
Ma ovviamente di Michaëlssas, separandosi, di fatto, dal gruppo.
Perché se c’è una regola non scritta della compagnia, è questa: se puoi fare la scelta più rischiosa, falla di slancio.
Vryssal sale sui tetti senza neanche pensarci. Corre sopra le tegole come se Waterdeep fosse un parco giochi verticale, seguendo l’unica direzione che conta: dove sta andando Synthariel. C’è solo un problema che lo trattiene dal continuare a fare la cosa giusta: Myra, che decide che l’approccio diplomatico è sopravvalutato.
Michaëlssas sta scappando quando alle sue spalle esplodono due Eldritch Blast.
Il primo lo prende in piena schiena. Il secondo lo finisce, scaraventandolo contro un muro con una forza tale che non solo esplode… ma viene anche spalmato contro la pietra come un brutto ricordo.
«La mia faccia… la mia bellissima faccia…» riesce a gemere, prima di smettere definitivamente di essere un problema.
Lo Zhentarim rimasto decide che questa è l’occasione giusta per vendicare l’amico. Attacca Myra con rabbia e acido, colpendo duro prima di fare la stessa fine di Michaëlssas.
Sui tetti, Vryssal fa una inversione a U e torna indietro per aiutare la sua amica. Quando si cala giù con il bastone allungabile vede Myra in piedi, circondata da cadaveri di Zhentarim, ferita dall’acido che le ha bruciato la pelle prima di dissolversi.
Lei alza lo sguardo.
Lo vede arrivare.
Per un istante—uno solo—Myra dimentica tutto. Dimentica l’orgoglio. Dimentica che è un porco. Dimentica che è un disastro ambulante.
Si avvicina e gli si fionda addosso, catturandogli le labbra in un bacio improvviso, feroce, istintivo.
Un “grazie” che non ha parole. Un bacio pieno di passione, di urgenza… e, purtroppo, anche di acido residuo.
Non è romantico. Non è dolce, è uno di quelli dati senza pensarci. È perfettamente loro.
Di chi?
Ma ovviamente di Michaëlssas, separandosi, di fatto, dal gruppo.
Perché se c’è una regola non scritta della compagnia, è questa: se puoi fare la scelta più rischiosa, falla di slancio.
Vryssal sale sui tetti senza neanche pensarci. Corre sopra le tegole come se Waterdeep fosse un parco giochi verticale, seguendo l’unica direzione che conta: dove sta andando Synthariel. C’è solo un problema che lo trattiene dal continuare a fare la cosa giusta: Myra, che decide che l’approccio diplomatico è sopravvalutato.
Michaëlssas sta scappando quando alle sue spalle esplodono due Eldritch Blast.
Il primo lo prende in piena schiena. Il secondo lo finisce, scaraventandolo contro un muro con una forza tale che non solo esplode… ma viene anche spalmato contro la pietra come un brutto ricordo.
«La mia faccia… la mia bellissima faccia…» riesce a gemere, prima di smettere definitivamente di essere un problema.
Lo Zhentarim rimasto decide che questa è l’occasione giusta per vendicare l’amico. Attacca Myra con rabbia e acido, colpendo duro prima di fare la stessa fine di Michaëlssas.
Sui tetti, Vryssal fa una inversione a U e torna indietro per aiutare la sua amica. Quando si cala giù con il bastone allungabile vede Myra in piedi, circondata da cadaveri di Zhentarim, ferita dall’acido che le ha bruciato la pelle prima di dissolversi.
Lei alza lo sguardo.
Lo vede arrivare.
Per un istante—uno solo—Myra dimentica tutto. Dimentica l’orgoglio. Dimentica che è un porco. Dimentica che è un disastro ambulante.
Si avvicina e gli si fionda addosso, catturandogli le labbra in un bacio improvviso, feroce, istintivo.
Un “grazie” che non ha parole. Un bacio pieno di passione, di urgenza… e, purtroppo, anche di acido residuo.
Non è romantico. Non è dolce, è uno di quelli dati senza pensarci. È perfettamente loro.
Quando il gruppo si riunisce, Rascebyeh ormai senza più vie di fuga né cappucci in cui nascondere roditori, parla.
E quando parla, finalmente, le cose iniziano ad avere senso.
Il suo incarico era semplice: portare Conch alla Benedizione di Tymora e farla sequestrare da Lady Coppergut. Ma questo non era che il primo passaggio. Il vero committente del furto era un altro nome.
Un nome che pesa: Abelyn Nerovarco, l’alto Tridente del Tempio di Umberlee, detto anche la Spirale della Regina.
Sacerdotessa potente, temuta e, dettaglio non trascurabile, molto interessata a una conchiglia che “non ha poteri”.
Rascebyeh aggiunge poi una informazione che fa calare il silenzio. Quando ha portato Conch al tempio, non c’era nessuno. Niente accoliti. Niente guardie. Niente fedeli.
Solo lei.
Abelyn Nerovarco, da sola, nel cuore del tempio.
A quel punto non resta molto da discutere. I pezzi sono sul tavolo, ma il quadro è incompleto.
Ora i quattro devono solo tornare da Yagra, raccontarle tutto e rimettere insieme le idee.
E mentre la notte scivola via su Waterdeep, una cosa è certa: il Tempio di Umberlee li aspetta.
E quando parla, finalmente, le cose iniziano ad avere senso.
Il suo incarico era semplice: portare Conch alla Benedizione di Tymora e farla sequestrare da Lady Coppergut. Ma questo non era che il primo passaggio. Il vero committente del furto era un altro nome.
Un nome che pesa: Abelyn Nerovarco, l’alto Tridente del Tempio di Umberlee, detto anche la Spirale della Regina.
Sacerdotessa potente, temuta e, dettaglio non trascurabile, molto interessata a una conchiglia che “non ha poteri”.
Rascebyeh aggiunge poi una informazione che fa calare il silenzio. Quando ha portato Conch al tempio, non c’era nessuno. Niente accoliti. Niente guardie. Niente fedeli.
Solo lei.
Abelyn Nerovarco, da sola, nel cuore del tempio.
A quel punto non resta molto da discutere. I pezzi sono sul tavolo, ma il quadro è incompleto.
Ora i quattro devono solo tornare da Yagra, raccontarle tutto e rimettere insieme le idee.
E mentre la notte scivola via su Waterdeep, una cosa è certa: il Tempio di Umberlee li aspetta.





Le immagini del criceto sono fantastiche, e la citazione di Kuzco è da premio Oscar!
ReplyDeleteImitando lo stile di Wayne, qui si capisce che il vero eroe e' Vryssal :D
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